Il progetto nasce dalla straordinaria sintonia creatasi tra la coppia di giovani committenti e l’architetto. Di primaria importanza il sito, un pianoro di circa mq 10.000 leggermente rialzato rispetto agli aranceti circostanti, con vista a nord della troneggiante sagoma dell’Etna. Questa è così importante per la committenza e per il progettista da determinare la posizione dell’ampio salone rettangolare a doppia altezza chiuso sul lato corto da una vetrata di 5 x 6 m con funzione di cannocchiale puntato sull’Etna. L’effetto è ulteriormente enfatizzato dalla lunga piscina antistante la vetrata (33 m) a prolungamento dell’asse Sud-Nord che finisce contro l’orizzonte appena vergato dalla sagoma di un canneto. In particolari momenti della giornata l’incidenza della luce e l’assenza di foschia danno l’impressione che l’apice della “Montagna” si specchi nell’acqua della piscina.
Il microclima della zona è talmente mite che nel pianoro in questione da più di 30 anni riescono a vivere e rifiorire abbondantemente due meravigliosi esemplari di chorisia, pianta di origine tropicale. Rispettare la posizione di questi due alberi ha influenzato non poco la progettazione nella distribuzione della pianta dell’edificio e le stesse finestrature. La progettazione del giardino ha così potuto prevedere l’inserimento di numerose piante esotiche.
I lavori dell’edificazione della villa sono oggi quasi terminati, il giardino e la piscina sono in fieri.