
inizio progettazione: 2011
fine lavori settembre 2013
Superficie mq 1300
località: Caltagirone – Via Dell’Autonomia 159
Obiettivo
Creazione di un centro fitness con annesso centro estetico e SPA
Esigenza primaria
La prima volta che ho ispezionato i locali, da poco acquisiti dal mio committente
Ignazio Condorelli e sua figlia Antonella, allo scopo di allestirvi una palestra,
trovai fortemente disagevole discendervi attraverso la ripida rampa di quello che era stato un garage
A questo primo non proprio piacevole impatto si aggiunse la scoperta che una vasta area (circa il 50% della superficie)
era penalizzata dalla presenza di molteplici pilastri – non sempre allineati – e di vani tecnici in calcestruzzo, cosa che avrebbe reso difficoltoso l’inserimento di tutto quanto necessario per attrezzare dignitosamente, una palestra.
Pensai intanto che il passaggio dal piano del marciapiede all’interno degli spazi riqualificati avrebbe dovuto avvalersi di un livello intermedio, un piano soppalcato(visto che l’altezza dei locali lo permetteva) al quale approdare e dove inserire la reception e, da qui, un percorso che da questo primo livello soppalcato con altrettanta leggera pendenza portasse agli spogliatoi e alle sale dove si svolgono le principali attività fisiche: sala fitness, sala piscina, sala grande per attività aerobiche, sala spinning, cardio-fitness, sala Pilates e, infine, centro estetico e SPA.

Soluzioni adottate
La rampa fra questi due primi livelli, piano del marciapiede e piano del soppalco , è stata concepita come un vero ponte sotto il quale lasciare la ripida discesa esistente: la lieve pendenza – in un percorso di 12 mt – e l’utilizzo di trasparenze e tagli di luce conferiscono a questo primo percorso la sensazione di approdare più che di scendere e anche di non essere nettamente separati dall’esterno.
In quello che di lì a poco sarebbe diventato il progetto esecutivo con la collaborazione dell’instancabile amico e ingegnere strutturista Giacomo Larocca, il ponte di accesso viene elaborato nelle sue parti e concepito appunto come attraversamento verso un luogo “altro” in forte contrasto (ma non separazione!) per cromatismi, suoni e aromi, con il traffico della via Autonomia, una delle principali strade che costituiscono quella che viene chiamata la Caltagirone nuova.
Il calcestruzzo armato, di cui strutturalmente è costituita la rampa/ponte, e buona parte degli ambienti del centro fitness sono protetti da una finitura di pasta cementizia e resina . La magistrale posa di questo semplice materiale, gli effetti plastici delle curve leggere, le asimmetriche strombature, la sua peculiare continuità materica e cromatica conferiscono all’ambiente la morbida e rassicurante sensazione di una carezza.
All’interno delle sale elementi scultorei avvolgono i pilastri esistenti. Anelli di forma ellittica e dimensione diversa nell’apparente casualità della sovrapposizione enfatizzano il luogo del movimento per antonomasia: vorticando e allargando la spirale verso l’alto danno forma a danzanti twister.
Illuminazione
Quando mi posi la questione dell’illuminazione, che per ovvie ragioni doveva essere legata al risparmio energetico, mi sono indirizzato verso la tecnologia più attuale: il LED. Sistemi a LED per illuminazione ormai in commercio si trovano in tutte le forme e “colorazioni”; questa peculiarità mi ha indotto all’utilizzo di questo sistema.
In altri miei precedenti lavori il colore degli ambienti, e la sensazione conseguente, è determinata dalla finitura delle superfici, quindi da intonaci o finiture di colore e accostamenti vari, più o meno accesi; la “luminosità” del colore è comunque sempre soggetta ai mutamenti della luce naturale o peggio di quella artificiale che, a seconda dei gradi Kelvin che caratterizzano la sorgente, possono addirittura cambiarne la tonalità.

La tecnologia di illuminazione a LED unita al sistema RGB e ad un master elettronico, dà la possibilità di miscelare luce colorata con quella bianco calda di fondo; avendola adottata in questo mio lavoro, con l’ausilio di teli retroilluminati , ho potuto “pennellare” di colorazioni variabili quasi tutte le superfici (rese neutre da una tinta grigio tortora) e quindi caratterizzare ogni ambiente a seconda dell’attività svolta, al fine di ottenere un coinvolgimento emozionale tra l’architettura e il movimento dei corpi nelle varie discipline.

Una nota particolare va spesa sui teli retroilluminati. Il materiale plastico di cui sono composti permette di ottenere superfici di notevole dimensione senza il bisogno di tagli o di giunture avendo così un piacevole effetto di continuità e una diffusione della luce in tutto simile a quella naturale.
